Sala del Gatto

Ascona
 

 
Il jazz ci mette lo zampino

Al via il cartellone musicale alla Sala del Gatto di Ascona - Intervista a Nicolas Gillet e Gillian Mac Leod

Parte questa sera alle 20.30 la programmazione del neo-nato Jazz Cat Club-. Sul palco della rinnovata Sala del Gatto di Ascona alle 20.30 ci sarà la star della batteria Jeff Hamilton.

«Originale, versatile, geniale nel suo modo di tenere lo swing – spiegano gli organizzatori – il musicista ha la grande abilità di far emergere le emozioni utilizzando tutte le possibilità offerte dalla batteria». Con lui, in trio, Tamir Heldelmann al piano e Christoph Lutz al basso.

Al direttore artistico del Jazz Cat Club, Nicolas Gillet (direttore artistico anche del JazzAscona New Orleans & Classic) abbiamo chiesto di parlare della sua nuova sfida.

Come mai prima d’ora non si era mai pensato a dare ima continuità al festival? «In realtà era un desiderio che coltivavo da tempo. Amo tantissimo il jazz e vorrei sempre organizzare concerti, invitare band. Ora si è presentata questa opportunità con la Sala del Gatto e non me la sono certo lasciata scappare».

Proponete al pubblico momenti musicali, ma in varie occasioni avete parlato anche di “evento sociale”. Che cosa, intendete? «È nostra intenzione fare conoscenza con gli appassionati locali, renderli partecipi delle nostre iniziative, incontrarli prima del concerto per un aperitivo sul palco insieme agli artisti e parlare di musica. A questo scopo abbiamo creato l’Associazione Jazz Cat Club che prevede anche una tessera sostenitore. Un secondo momento sociale è l’assemblea dei soci (attualmente sono più di cento) in cui si discute che cosa fare, che cosa proporre e in che direzione ci si debba muovere. Il mio intento è quello di creare un discorso da cui emerge un modo di procedere che sia di gradimento a tutti».

Da chi è formato il comitato dell’Associazione? «Siamo in nove. Oltre al presidente Jacques Ducry, ci sono io come direttore artistico, Marco De Carli (vice presi­dente), Luca Fraschina (segretario), Luca Martinelli (pr e responsabile stampa), Gillian McLeod (coordinatrice attività della Sala del gatto), Giacomo Garzoli, Aldo Merlini, Rudi Studer».

La sala è adatta a concerti di alto livello come quelli che avete annunciato? «Decisamente sì. La Sala è stata rinnovata nell’infrastruttura tecnica con un investimento di 300 mila franchi finanziato dalla Parrocchia di Ascona e dalla Fondazione Turismo Lago Maggiore. E ora è perfetta per concerti come quelli jazz che non richiedano un’amplificazione eccessiva».

La programmazione jazzistica è indipendente da quella della Sala- del Gatto… «Sì, noi abbiamo una gestione separata e totalmente autonoma (anche finanziariamente) e propo­niamo i nostri concerti. Siamo un’entità indipendente che ha la sua base alla Sala. Periodicamente comunque ci incontriamo con i responsabili del teatro e concordiamo le nostre date da inserire nel cartellone globale che prevede appuntamenti di teatro, danza e cinema».

Sogni per il futuro? «Tanti, ovviamente. L’idea è quella di avere inizialmente 8 concerti all’anno (tre già annunciati, per gli altri stiamo perfezionando gli accordi), in seguito potremmo anche aumentare il numero. Vogliamo puntare molto in alto ma senza fare il passo più lungo della gamba. Il giorno in cui avremo più membri e più forze potremo fare passi ulteriori, come organizzare un workshop o un pomeriggio in cui si presentano dei filmati. Insomma si amplierà l’offerta jazzistica se richiesto e se ne avremo le forze».

* * *

Alla Sala del Gatto, come detto, non ci sarà solo jazz, ma anche teatro, danza e cinema. Anima della programmazione è Gillian McLeod. A lei abbiamo chiesto in che direzione ci si intenda muovere.

«La mia idea è innanzitutto quella di riunire sotto uno stesso tetto diverse discipline. Ma quello che mi sta più a cuore è rilanciare quello che era già nella storia del teatro, ovvero l’intento sociale. Si è quindi creato il Jazz Cat Club per dare una continuità al festival New Orleans. Si vogliono poi promuovere gruppi locali attivi nel teatro e nella danza. Si pensa anche, in un futuro speriamo non troppo lontano quando avremo maggiori disponibilità finanziarie, di invitare gruppi di fama internazionale. Ma soprattutto tengo, in collaborazione con l’Associazione per la Gioventù e le Beneficenze Parrocchiali di Ascona, all’aspetto didattico».

Che cosa fate per avvicinare la gente alla cultura? «Per i ragazzi abbiamo messo in piedi un primo corso di acrobazia e di clown che si tiene a cadenza settimanale e che prevede anche un saggio finale. Nella sala del teatro, inoltre, una volta al mese verrà proiettato un film per i piccoli che frequentano il Centro San Michele di don Massimo Gaia, l’arciprete di Ascona, e un lunedì al mese proporremo un lungometraggio educativo che insegni ai genitori a capire i problemi dei figli. Abbiamo istituito anche i giovedì pomeriggio per le persone ‘over 65’ con spettacoli e appuntamenti diversi».

Aveva già lavorato in campo artistico? «Sì, sono ballerina di formazione, ho lavorato con la Folkwang Hochschule di Essen (quella di Kurt Jooss e Ru von Laban a cui si deve anche la straordinaria esperienza di Monte Verità), ho insegnato alla Scuola Dimitri, ho partecipato all’allestimento di diverse coreografie».

Quali sono le sue funzioni alla Sala del Gatto? «Mi occupo della coordinazione delle diverse direzioni artistiche. Quella musicale è affidata per il jazz, a Nicolas Gillet, mentre quella teatrale è di Fabrizio Pestilli e Emmanuel Poully (direttore con Masha Dimitri del Festival Artisti di: Strada di Ascona). Per la danza collaboriamo con Fernando Damaso, responsabile di Dance Promotion Ascona. Insieme discutiamo su quale indirizzo dare alla programmazione, e su come migliorarla, sempre cercando di captare quali siano le esigenze del pubblico».

A chi intendete rivolgervi? «A tutti, senza dimenticare le persone di lingua tedesca. L’anno prossimo abbiamo in animo di organizzare due serate di letture, di racconti di favole nella lingua di Goethe. Per questo auspico una buona, collaborazione con la Biblioteca comunale di Ascona e con Monte Verità».

State già guardando lontano. «Sì anche se dobbiamo andare a passi lenti, visto che al momento non possiamo contare su grandi finanziamenti. Ad Ascona c’è anche il Teatro San Materno attualmente in ristrutturazione. Non si sa ancora a quale uso sarà destinato, se verrà nominato un direttore. Ma se avrà la funzione che auspichiamo, pensiamo a sinergie».

Paola Pettinati

 

Recensione

di Paola Pettinati sulla Regione del 13 ottobre 2008